La Calabria fa schifo…Ma solo per chi non c’è mai stato!

Altomonte – la città slow

Abbandonato il ritmo caotico della città, sempre alla continua ricerca dell’eccellenze e soprattutto della valorizzazione della nostra Calabria, oggi ci rechiamo nella nostra slow city calabrese per eccellenza, Altomonte.

Già, perché Altomonte  oltre ad essere uno dei borghi più belli d’Italia, dal 2009 ha ottenuto l’importante riconoscimento di Città-Slow.

Altomonte ottiene questo premio proprio per essere riuscita a diventare una città rappresentante del modello incentrato non più sulla crescita continuata e frenetica ma perché ha puntato in maniera decisiva  e coraggiosa sulla qualità della vita nella città.

L’ambiente, la natura, il patrimonio storico-artistico, la salvaguardia della produzione tipica cosi come la protezione della biodiversità come fattore di ricchezza hanno sviluppato in Altomonte l’imprenditoria dell’agriturismo esaltando il gusto e lento piacere della diversità.

Circondata dal calore innato che contraddistingue i borghi della Calabria, Altomonte si caratterizza per le ampie aree fertili e collinari. Il suo fascino medioevale così come la capacità di accoglienza di un turismo non di massa, le ha fatto guadagnare l’iscrizione nel Club de “I borghi più belli d’Italia”, associazione che promuove i piccoli centri abitati d’Italia in base allo spiccato interesse storico e  artistico.

Del Medioevo ha conservato tutto.Torre medievale_altomonte

Nel borgo si respira l’aria dell’epoca delle crociate, del pellegrinaggio, dei templari.

Gli itinerari serpeggiano fra i vicoletti e i monumenti che impreziosiscono un abitato arcaico a dimostrazione a testimonianza che Altomonte era un nucleo destinato prevalentemente alla difesa.

Percorrendo gli stretti vicoli fiancheggiati dalle antiche case in pietra, arriviamo alla nostra prima metà: la chiesta di Santa Maria della Consolazione.

 

La Chiesa di Santa Maria della Consolazione

chiesa_santa maria della consolazione facciata chiesa

è uno degli esempi più interessanti di architettura angioina in Calabria. Risalente il 1336 preserva tutt’oggi una facciata affascinante, affiancata dalla torre campanaria, conserva ancora elementi di derivazione francese come il rosone  e il motivo vegetale presente nella strombatura dell’arco. Sorpresi e diverti, notiamo con molto piacere un dettaglio per terra.

Qualche bambino ha disegnato col gesso il gioco della campana. Era da una vita che non lo vedevo e pensavo fosse uno di quei giochi ormai arcaici. Invece no, è un piacere notare che la citta slow è riuscita a rallentare l’approccio tecnologico dei bambini i quali sono riusciti a mantenere queste bellissime tradizioni che caratterizzavano le tipiche giornate d’infanzia dei nostri tempi.

Una volta visitata la Chiesa iniziamo il percorso serpenteggiante verso il Centro Storico di origine medioevale,  da quel tempo il borgo ha conservato praticamente tutto e gli itinerari serpeggiano fra i vicoletti e i monumenti che rendono l’atmosfera calda e rustica.

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Chiesa di San Francesco di Paola

Nel nostro itinerario non poteva mancare la chiesa in  onore del Santo di Paola, a risaltare sono gli interni stuccati e dipinti. Sono tutt’ora visibili le sculture raffiguranti il Santo di Paola.

Ad accendere la nostra curiosità, forse anche per deformazione professionale, è la promozione turistica che vede il pane al centro del turismo come un trade union tra i vari territori con lo scopo di tutelare i grani, le farine e i pani identitari calabresi. Il pane diventa quindi uno dei simboli come prodotto antropologico che non solo identifica la Calabria, ma è quell’elemento simbolo che riporta alle origini e alla semplicità delle piccole cose.

Fatta una certa ora e con una fame da leoni, non potevamo mancare al Ristorante della famiglia che dal 1969 è legata ad Altomonte, i Barbieri. Da anni offrono ai propri ospiti una cucina di altissima qualità e una cura impeccabile nell’organizzazione di ricevimenti ed eventi.

Esiste un altro mondo fuori dal traffico e dal caos della città. E’ un mondo protetto e delicato, dove tra le stradine antiche del borgo si scorgono  le signore piu anziane sedute  sull’uscio di casa a lavorare a maglia o a guardare con curiosità i passanti. Dai vicoli le porte aperte delle case fanno  passare quel buon profumo di cucina e di calabresità, mentre il sole irradia la bellissima città medioevale di Altomonte.

2018-10-30T14:26:12+00:00 3 settembre 2018|0 Commenti

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