La Calabria fa Schifo..Civita, la perla del Pollino!

Oggi vi portiamo a Civita, il borgo incastonato fra le montagne ad un passo dalle Gole del Raganello. Considerata la porta di accesso al Parco Nazionale del Pollino, per la sua bellezza la città di Civita è stata inserita all’interno del club dei borghi più belli d’Italia ottenendo la bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Il paese di Civita

Siamo proprio fortunati, con noi ci sono anche Marco e Pasqualina, i titolari del Panino Genuino. Pasqualina, nativa di Civita e appartenente alla comunità arbëresh, ci accompagna a percorrere quei sentieri più nascosti della città, quelli che una volta erano le strade della sua infanzia.

Appena giunti nel borgo, ad aprire lo scenario è un panorama a dir poco mozzafiato. A scagliarsi sullo sfondo è la Timpa del Demonio: un’enorme parete rocciosa di 800 m coperta dai primi colori verdastri della primavera.  Arrivati al comune, troviamo il caloroso benvenuto dell’assessore Eliana Bruno che ci accompagna alla scoperta della città.

casa-Kodra-CivtaLa prima tappa è destinata alle case Kodra. Queste case richiamano da subito la nostra attenzione per una particolarità quasi unica.  Sono delle casette antropomorfe che presentano delle  piccole finestrelle  che ricordano gli occhi, la canna fumaria che ricorda il naso e porte che formano quasi delle smorfie. Il nome Kodra deriva dal famoso pittore albanese Ibrahim Kodra. Pare che il pittore, amico di Picasso,  abbia visitato Civita negli anni ’90 e rimasto impressionato da questa piccola località abbia deciso di dedicare al borgo di Cività una sua creazione.

Le case Kodra sono un po’nascoste e difficili da trovare, richiedono un occhio attento. Pare quasi che siano lì ad aspettare di essere notate, pronte a beffeggiarti con i curiosi volti a smorfia.

 

 

Cività è famosa anche per i comignoli, protagonisti indiscussi delle case del centro storico.

L’assessore Eliana ci spiega che i comignoli presenti vanno oltre l’aspetto pratico.  Ogni casa ne presenta uno diverso a seconda della creatività del maestro, alcuni sono di buon augurio mentre altri hanno una funzione superstiziosa per scacciare gli spiriti maligni, comunemente chiamati “scacciadiavoli”.

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Vere e proprie opere d’arte che arricchiscono la tradizione civitese, i comignoli presentano elementi a dir poco curiosi (alcuni sono persino fatti da maschere dal volto umano)  e definivano in parte lo status sociale della famiglia a cui appartenevano.

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museo-arbereshDopo aver visto le case Kodra ci muoviamo in direzione del Museo etnico Arbëresh, la prima struttura di testimonianza iconografica nell’ambito dell’Arbëria. All’interno il percorso espositivo di ricerca è composto da varie sezioni riguardanti la minoranza linguistica arbëresh. Le sale presentano degli spazi per le immagini e l’oggettistica, per i costumi tradizionali, per i telai e per i totem. Dei video e audio accompagnano il percorso immergendo il visitatore nel clima di una comunità che tutt’oggi ha molto da narrare.

 

ponte-del Diavolo-CivitaDopo un ottimo pranzo con le pietanze tipiche civitesi presso il ristorante la Kamastra ci avviamo verso l’ultima tappa, quella che tanto aspettavamo: il famoso Ponte del Diavolo le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

La sua bellezza è a dir poco sublime.  Con la sua unica arcata a quota 260 m sul Raganello costituisce senza dubbio una delle principali attrattive del luogo. La bellezza della sua costruzione pare non essere opera dell’uomo. A dimostrare quasi che è esattamente quando la natura assume le sue forme più sublimi che nascono le più sorprendenti leggende.

E voi sapete bene che quando si parla di leggende noi del Panino Genuino siamo i primi della fila.

E’ proprio tra l’estremo limite di bellezza gotica  che si inarca ad altezza considerevole il Ponte del Diavolo di fronte al quale viene legittimo chiedersi come si sia fatto, secoli fa a costruire un’area compatta da una parte al’altra considerando che per arrivarvi bisogna avventurarsi su un’angusta strada scavata letteralmente nella roccia.

Fiume-Raganello-CivitaEcco che la risposta ce la suggerisce la leggenda che alleggia sopra questa costruzione imponente.

A dire il vero le  leggende sono molte e diverse fra loro, ma sono tutte concordi nel raccontare lo sviluppo della vicenda: pare infatti che, vista l’estrema difficoltà della realizzazione dell’opera, si sia deciso di fare un patto con il diavolo; in cambio dell’aiuto nella costruzione del ponte, il diavolo avrebbe preso l’anima della prima persona che lo avesse attraversato per primo.

Una volta costruito però, il ponte fu fatto attraversare da un animale; il diavolo, infuriato per la presa in giro, prese a calci il ponte lasciando dei segni che, sempre secondo la leggenda, sono ancora oggi visibili.

Sicuro è che nell’aria aleggia un alone di mistero e nonostante la bellezza del panorama, è facile venire trafitti da brividi macabri quasi ad indicare una presenza sovrumana.

E qui che si conclude la nostra visita a Cività, affrettandoci per non farci cogliere dai buio sul ponte dell’Innominabile, perché le leggende le amiamo sì ma qui i brividi li senti per davvero!

 

2018-08-22T11:06:33+02:00 20 Marzo 2018|1 Comment

One Comment

  1. Giulia 21 Marzo 2018 at 14:51 - Reply

    Bello

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