La Calabria fa schifo… Ma solo per chi non c’è mai stato!

Consentia urbs magna Bruttiorum

Oggi ci troviamo a Cosenza per il nostro PG Tour alla scoperta dei luoghi più belli della Calabria. Questa volta, abbiamo sentito l’esigenza di scoprire (o forse riscoprire) la nostra città.
Le origini di Cosenza si perdono nella notte dei tempi. La sua costruzione risale al IV secolo a.C. Secondo gli studiosi, il suo nome deriva dal “consenso” dei popoli circostanti che la riconobbero come il loro capoluogo. All’epoca, “Cosentia” era una città fortificata, potente e prospera. Fu riconosciuta come capitale della regione sia per la sua importanza strategica che per il numero di cittadini che la popolavano.

Il nostro percorso inizia dal ponte Mario Martire. Mentre lo attraversiamo, vediamo apparire tutta la città vecchia che si affaccia sul fiume. Come Roma, Cosenza è circondata da sette colli: il Pancrazio, Guarassano, Venneri, Vetere, Gramazio, Triglio e Mussano. Il centro storico è bagnato da due fiumi: il Crati ed il Busento nel quale la leggenda vuole che ci sia sepolto Alarico con le sue ricchezze. Arrivato nei pressi di Cosenza nel 410 dopo aver perpetrato il Sacco di Roma, il Re barbaro morì e fu seppellito nel letto del fiume Busento con una parte del bottino di Roma. Ancora oggi, il tesoro viene ricercato da studiosi di tutto il mondo.

Un'oasi di pace

Intraprendiamo la nostra salita su corso Telesio, via principale del centro storico, che ospitava un tempo i mercati della città. A due passi dall’affollato corso Mazzini, a colpirci c’è la calma che regna lontano dalle agitazioni dal centro frenetico della città. Qui non si sentono le macchine ma solamente i cinguettii degli uccelli che sembrano aver preso possesso del luogo. Subito, rimaniamo un po’ scombussolati nel vedere che tanti locali sono chiusi, abbandonati con le loro insegne tipiche degli anni 60. A resistere, troviamo qualche bottega artigiana come sartorie e calzolai, ultimi testimoni del saper fare del quartiere.

Continuiamo la nostra salita avventurandoci nei piccoli vialetti con la curiosità di esplorare tutte le stradine l’una dopo l’altra. I nostri occhi si perdono sui dettagli delle case antiche, rimaste intatte, dove hanno vissuto le grande famiglie cosentine. Nonostante il caldo, le strade ristrette ci proteggono filtrando qualche raggio di sole. In questo labirinto di Dedalo, ci sussurrano i lenzuoli appesi ai balconi, mossi dal vento. Pertanto seguiamo il nostro cammino, trascinati dal profumo di ragù che fuoriesce da una casa abitata.

Dietro ogni angolo di pietra c’è un pezzo di storia. Nel corso dei secoli, Cosenza è stato un luogo di approdo per diversi popoli che hanno voluto conquistarla. Spesso, la città subì la sorte della colonizzazione. Colonia romana invasa dai barbari, fu conquistata dai bizantini, arabi e normanni durante il Medioevo. Successivamente, Cosenza conobbe la dominazione spagnola e francese che terminò con l’unità d’Italia.

"Atene della Calabria"

Dopo una breve rinfrescata, arriviamo sulla Piazza XV Marzo, dedicata ai martiri cosentini del Rinascimento. Proprio qui sorgono il Teatro Rendano, il Palazzo della Provincia, l’Accademia Cosentina e la biblioteca Civica. Nel XVI secolo, Cosenza ha conosciuto una rinascita umanistica importante, tanto che venne definita “Atene della Calabria”. Durante questo periodo, la città ha visto fiorire l’illustre Accademia Cosentina fondata da Aulo Giano Parrasio e portata al suo apice dal filosofo Bernardino Telesio. All’epoca, numerosi filosofi, artisti e scienziati come Tommaso Campanella, Francesco Saverio Salfi o Sertorio Quattromani hanno fatto della città un oasi di cultura.

Una città dai mille volti

Il nostro viaggio finisce al Castello Svevo. Da qui, sormontando la città, tutti i piccoli vicoli percorsi fin’ora disegnano un panorama suggestivo della nostra Cosenza. Edificato sui ruderi dell’antica rocca Bruzia, il Castello si erge sulla sommità del colle Pancrazio. Ruggero II di Sicilia fu il primo ad apportargli delle modifiche faccendone una vera e propria roccaforte normanna, simbolo di potere. Tuttavia nell’arco della sua storia, la fortezza è stata sia zecca, residenza principesca ma anche carcere sotto i Borboni.

Panorama di Cosenza in Calabria

Nonostante lo spopolamento del centro storico, vediamo lo splendore di una città millenaria che ha attraversato la storia. Cosenza, una terra promessa dove sono subentrate culture e influenze diverse. Oggi, la “Milano del Sud” può vantare, rispetto ad altre città importanti della Calabria, di essere la più animata offrendo ai suoi abitanti una migliore qualità della vita.

"La mia diletta città potrebbe benissimo fare a meno di me, ma sono io che non posso fare a meno di essa. Essa che mi scorre nelle vene e che amo."
Bernardino Telesio, filosofo cosentino
Bernardino Telesio
Filosofo cosentino
2019-06-21T16:42:12+02:00 17 Giugno 2019|7 Commenti

7 Commenti

  1. Valdimir145 18 Giugno 2019 at 19:22 - Reply

    Bell’articolo! Complimenti

    • Panino Genuino 19 Giugno 2019 at 17:55 - Reply

      Grazie Valdimir145!

      • Rosetta Scavello 20 Giugno 2019 at 19:27 - Reply

        Non una parola sulla Villa comunale,
        forse perché in condizioni pessime? Una descrizione poetica ma poco realistica. È vero che la storia ci salva!

  2. Rosetta Scavello 20 Giugno 2019 at 19:28 - Reply

    Non una parola sulla Villa comunale,
    forse perché in condizioni pessime? Una descrizione poetica ma poco realistica. È vero che la storia ci salva!

    • Panino Genuino 21 Giugno 2019 at 16:51 - Reply

      Cosenza è bella tutta Rosetta! Non mancheranno occasioni per parlare anche di ciò che andrebbe valorizzato di più. È bello vedere persone che, come noi, vorrebbero vedere la città perfetta in ogni suo aspetto!

  3. Renata Garofalo 21 Giugno 2019 at 5:54 - Reply

    Bella presentazione , si dovrebbe investire sul centro storico

    • Panino Genuino 21 Giugno 2019 at 16:56 - Reply

      È vero Renata! Ci piange il cuore vedere zone del centro storico non valorizzate come dovrebbero.

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