La Calabria fa schifo… Ma solo per chi non c’è mai stato: Zungri

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Come parlare della Calabria senza nominare le sue tradizioni secolari? Questo mese, la rubrica “La Calabria fa schifo” ti da appuntamento in una località unica. In provincia di Vibo Valentia, andiamo a Zungri, la città di pietra. A pochi chilometri da Pizzo e Tropea, il piccolo paese custodisce storia, tradizioni e saperi di altri tempi.

Là, tra le scalinate di pietra e la vegetazione lussureggiante di Zungri, lasciati inebriare dai profumi della tradizione nella piccola “Matera calabrese”.

Zungri: la città di pietra

Ultimo dei comuni italiani nell’ordine alfabetico, ma non per i tesori che custodisce, Zungri è situato sull’altopiano del Poro, a poca distanza dei luoghi più turistici della Costa degli Dei.

In località Fossi, si trova un antico insediamento rupestre tutto di pietra. Un luogo notevole che, anche a distanza di secoli, documenta la quotidianità di una civiltà lontana.

Anche se numerose fonti storiche fanno risalire le sue origini fino all’epoca preistorica per via della forte presenza di “silos”, è nel Medioevo che Zungri diventa una vera e propria comunità. Infatti il paesino fu sede dei “Sbariati”, parola dialettale che, verosimilmente, si riferisce ai monaci basiliani. In fuga dall’Oriente, questo popolo nomade trovo rifugio nell’entroterra calabrese tra il X e il XII secolo preferendo l’interno del territorio alle coste costantemente saccheggiate dagli Arabi.

Le grotte: testimone della vita rurale

L’insediamento rupestre consiste in un insieme di abitazioni scavate direttamente nella pietra arenaria. In totale, sono più di 50 grotte ad oggi ancora intatte.
Là, a circa 500 metri di altitudine, i rupestri eseguirono uno stile di vita in armonia con la natura. Anche l’interno delle abitazioni era organizzato ingegnosamente, strutturate su più livelli e con depositi per contenere il cibo.
A colpirci maggiormente è l’ordinata struttura urbanistica del villaggio. In effetti, gli spazi sono sapientemente separati. Da un lato si trovano le aree abitate e dall’altro quelle di produzione agricola.

Ma la parte più ingegnosa è il sistema di sfruttamento delle risorse idriche. Già all’epoca, la comunità costruii cisterne e canali di collegamento per la raccolta e la distribuzione dell’acqua all’interno del villaggio sfruttando le sorgenti e fonti d’acqua dolce del luogo. Oggi ancora, si possono ammirare le diverse vasche scavate nelle rocce usate per irrigare le abitazioni.

Uno stile di vita rurale

Ancora una volta, la Calabria ci ha regalato grandi emozioni. Nel villaggio rupestre di Zungri, siamo stati spettatori silenziosi di una civilità lontana che, anche a distanza di secoli, ha ancora tanto da documentare su uno stile di vita rurale ormai quasi scomparso. Là, tra le grotte e le scalinate di pietra, il passato secolare e la modernità si incontrano in un’atmosfera incantevole.

2019-11-06T16:36:45+01:00 28 Ottobre 2019|4 Commenti

4 Commenti

  1. Francesco Madeo 19 Novembre 2019 at 14:41 - Reply

    Vivere in Calabria vuol dire amarla in ogni suo particolare, dal mare ai monti dalle colline alle valli, dalla Sila al Pollino all’Aspromonte e a chi dice che “fa schifo” lo invito a venirci almeno un giorno non da turista ma come ospite.

    • Panino Genuino 27 Novembre 2019 at 10:32 - Reply

      Grazie Francesco, la Calabria è bella tutta da Nord a Sud.

  2. Marilena Bosco 21 Novembre 2019 at 21:43 - Reply

    Bellissima parlare in bene della mia amata terra

  3. Tonino Malerba 24 Novembre 2019 at 19:21 - Reply

    VISITATA DA SOLO E IN COMPAGNIA PIU’ VOLTE
    CON DIVERSE SCOPERTEE MERAVIGLIA ..RICCHEZZE DI CALABRIA .. STORIA DELL’UMANITA’

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